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12 mar 10 / I Miserabili / Itri / LT /



LIVING AGAIN

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LaTeSt nEWs....

FEBRUARY, 2010
Living Again / new album Review
by Alessandro Quero / METAL.IT / (Italy)

Anche se spesso infarcito da suoni molto vicini a ciò che si può definire metal, soprattutto per quanto riguarda chitarre e tastiere, l’ultimo lavoro dei Last Mistake è un disco assolutamente rock. Certo, strizza l’occhio a parecchi stili, dall’heavy al prog, dall’alternative/nu-metal all’hard rock, dall’AOR più melenso fino addirittura al pop, ma dalla prima all’ultima nota il marchio di fabbrica della band è riconoscibile e chiaro.

Arrivano da Formia i Last Mistake, nati nel 1998 e giunti ora alla seconda fatica discografica, la prima nata come un vero e proprio album. Ma cosa c’è di italiano in questo disco? Poco, se non forse un gusto tutto nostrano per la melodia, che domina incontrastata l’intero lavoro. Questi ragazzi sanno comporre: lo dimostrano con arrangiamenti impeccabili e soluzioni che spesso lasciano piacevolmente sorpresi. Pur avendone probabilmente la possibilità, nessuno spicca mai sugli altri per peculiarità tecniche e in questo modo ne guadagna tutto l’insieme, rendendo il disco piacevole per tutta l’intera durata. Certo, alcune di queste canzoni potrebbero essere belle e pronte per le radio, ma personalmente farei i salti di gioia se potessi sentire sulle emittenti nazionali pezzi suonati con così tanto gusto.

Un plauso particolare merita, a mio parere, la tripletta centrale Locked – Time To Shine – Lady Time, dove emerge inequivocabilmente l’immensa classe del combo laziale. Particolare e talmente ruffiana da vagare da giorni nella mia testa la title-track Living Again. Intima e rilassante, invece, The Silent Room, che chiude degnamente un disco pienamente riuscito, di cui non riesco a trovare particolari punti deboli.

Sette e mezzo senza riserve per un album convincente di una band a cui auguro di avere la forza e la costanza di proseguire sulla retta via, approfondendo la capacità di creare arrangiamenti originali e personali, senza perdere il gusto per la melodia ma mantenendo sempre e comunque i piedi ben piantati nelle origini rock del proprio sound.


VOTO: 7,5/10
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Living Again / new album Review

by Dario Iocca / ITALIA DI METALLO (Italy)

La proposta musicale dei Last Mistake è semplice, chiara e diretta.
Per gli amanti delle infinite sbrodolature, dei ricamati pizzi e della facezie tecniche potrebbe essere un problema non ritrovarsi di fronte ad assoli interminabili e a tempi contorti, ma la SOBRIETA' è la chiave di volta del piacevolissimo architrave del gruppo laziale.
Questo non implica naturalmente una mancanza di idee e di originalità anzi, “Living Again” riesce sapientemente nel suo primario intento: stupire e allo stesso tempo addolcire lo spirito. Si, perché la voce sinuosa del frontman Alex Forlani, che riprende egregiamente l'intensità di uno Steve Wilson e un gusto per la melodia tipico di una certa canzone all'italiana, fa proprio questo. Come il quadrifarmaco epicureo riesce quasi a sollevare l'animo umano dalle sue paure più ataviche,attuando insieme all'efficace componente strumentale il suo fine consolatorio. Richiami più disparati che vanno dall'elettronica (“Escape”), dal prog metal (“Living Again”, “Alive”, ”I Will Live There”), dal rock pop e AOR più blando (“Time To Shine”, ”Lady Time”) fino ad arrivare al sudicio blues (il riff d'apertura di “Fate” potrebbe essere stato scritto da Billy Gibbons degli ZZ Top). Il tutto condito da un austero tocco british.
Questo “Living Again” di certo non è né un primo, né un “ultimo errore”.


VOTO: 8/10

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Living Again / new album Review
by Pierpaolo Monti / HARDSOUNDS (Italy)

Nel seguire il percorso musicale dei Last Mistake sin dagli inizi, non ho potuto fare a meno di notare come la band nostrana abbia a poco a poco creato un sound riconoscibile e personale, caratterizzato da un mix musicale in cui molteplici e variegate sfumature sonore si uniscono in un'unica e inusuale proposta. Il carattere di stampo catchy delle melodie proposte, infatti, viene reso più incisivo e graffiante da un'attitudine di stampo maggiormente rock figlia delle sonorità del terzo millennio, la quale risulta non esule da un approccio nostalgicamente malinconico e soffuso, debitore in sporadici frangenti al dark sound di tipica estrazione continentale. Il risultato è concentrato in brani dal forte retrogusto radiofonico, composizioni che, nella propria immediatezza friendly, riescono a lasciare il segno già ad un primo e disinteressato ascolto, offrendo un intrattenimento piacevole dalla prima all'ultima traccia del dischetto. 'Living Again' è quindi un'uscita destinata in particolare ai fans della melodia in primo piano e di facile approccio, risultando invece sconsigliato ad un pubblico maggiormente orientato verso terreni compositivi più ostici. Un altro positivo passo nella carriera dei Last Mistake, che si dimostrano ancora una volta bravi a muoversi con disinvoltura tra arrangiamenti di classe e melodie di semplice assimilazione.

Vivi e vegeti.


VOTO 7,7/10



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